SINTESI
Nel 2008 la rete dei Centri di Ascolto ha incontrato complessivamente 1.740 persone (il 16,7% in più rispetto al 2007). Si può subito notare il significativo incremento del numero di cittadini italiani che da 417 nel 2007, sono passati a 541: +29,7%. Tra gli stranieri, le cittadinanze più rappresentate sono quella rumena (17,7%), quella ucraina (14,3%) e quella ecuadoriana (12,4%), tutte caratterizzate da una diminuzione rispetto all'anno precedente; crescono, invece, marocchini (11,4%) e albanesi (10,7%).
Il Servizio Immigrazione svolge un'attività a prevalente carattere di consulenza, favorire la regolarizzazione del soggiorno sul territorio savonese. Nel 2008, sono stati stimati 8400 passaggi per un totale di circa 5.600 persone incontrate e una media giornaliera di 29,3 persone/giorno.
I principali bisogni delle persone incontrate dal Centro di Ascolto Diocesano, si confermano quelli relativi al lavoro (tre persone ogni quattro incontrate, per un totale di 508 richieste), ai soldi (491 richieste) e alla casa (266 richieste). Notevole è l'incremento che queste tre voci hanno fatto segnare dal 2007 al 2008: rispettivamente +28%, +56% e +36%. Seppur a livello numerico assoluto abbiano inciso in minor misura, c'è stato un forte aumento anche tra i bisogni legati alle dipendenze (+65%), all'incalzare delle problematiche familiari (+108%), e alla salute (+96).
Gli interventi. Di fronte al bisogno espresso siamo intervenuti attraverso: beni e servizi materiali (7.929 interventi, il 79,1% del totale), interventi legati alle necessità abitative (311), ai sussidi economici (703), alle attività di orientamento (397, per lo più orientamento lavorativo), di segretariato sociale, sino a quelle di coinvolgimento nei confronti di altri soggetti competenti. Il Centro di Ascolto Diocesano si configura per l'accoglienza della persona, di orientamento e accompagnamento. Svolge un compito di coordinamento della Rete dei Centri di Ascolto Parrocchiali, con i Servizi della Fondazione Diocesana Comunità Servizi e concorre con il servizio pubblico, ai progetti di inclusione sociale di molte persone.
Stranieri residenti e alcuni nodi problematici: sul territorio provinciale risiedono 16.358 stranieri (il 6% della popolazione totale) con un tasso di crescita annuo attestato intorno al 14%, in linea con i dati nazionali. L'offerta lavorativa nel campo dei servizi alla persona (badanti, colf, ecc) continua a rappresentare un possibile sbocco per molte donne (essendo la Liguria una regione assai "anziana") che, pur di lavorare in Italia, sono disposte a molti sacrifici. Si assiste a un aumento del numero di imprenditori tra gli stranieri nei più disparati settori: dall'edilizia alla ristorazione o all'attività manifatturiera. Se il 20% dei bambini nasce ormai da genitori stranieri, molti sono ancora i minorenni che, dai loro paesi di origine, tentano di ricongiungersi ai genitori già emigrati (soprattutto alle madri). Le problematiche legate ai ricongiungimenti familiari, non sono poche, come non pochi sono gli interrogativi che dovrebbe suscitarci; potenziare la forza pubblica o stringere le maglie dell'immigrazione non sono politiche di integrazione.
Crisi economica mondiale e l'impatto nel savonese. Oltre a quanto accennato nel presente lavoro (il 30% in più di italiani passato dai centri di ascolto è un dato che si commenta da sé), si rimanda al documento Crisi economica, mondo del lavoro e prossimità (marzo 2009), sul sito www.caritas.savona.it. In un contesto economico ancora molto incerto (i venti di ripresa, al momento, sono solo un'ipotesi) resta da verificare il reale impatto che la crisi avrà sull'occupazione quando, con il prossimo autunno, termineranno gli ammortizzatori sociali in atto.
Vivere la fiducia non vuol dire svendere in maniera stupida la propria identità, al contrario, forti di quello che siamo (non di quello che abbiamo) possiamo accostarci all'altro certi che non viene a depauperarci, ma a condividere il bene comune e ad arricchirlo con la sua singolarità. Significa credere in una società dove sia possibile che nessuno abbia a soffrire del benessere dell'altro, ma a guadagnarci... e impegnandosi perché questo posa realizzarsi.