"MA DIO NON ERA NEL TERREMOTO"
SERVIZIO EMERGENZA FAMIGLIE: DALL'AVVENTO 2009 AD OGGI
IL NOSTRO VESCOVO IN ABRUZZO: L'INCONTRO CON LA GENTE
HAITI: LA RACCOLTA DIOCESANA E L'AGGIORNAMENTO DEGLI AIUTI CARITAS
MONDIALITÀ: PROGETTO CARITAS FINANZIATO DALLA REGIONE LIGURIA
2010 ZERO POVERTY: COPIE GRATUITE DEL DOCUMENTO DI CARITAS EUROPA
"MA DIO NON ERA NEL TERREMOTO"
Elia ci suggerisce che Dio non era nel terremoto: ecco allora per noi un tempo nel quale comprendere, scoprire un volto, una presenza, una relazione. Lo possiamo trovare sepolto sotto le macerie, nel pianto straziante di un bambino che non ha più nessuno, nella speranza spezzata di chi non vede più futuro; lo possiamo trovare nel ringraziamento di chi l'ha scampata, di chi scopre nuove possibilità di vita; lo possiamo anche incontrare nelle mani di chi si fa prossimo, in un sorriso colmo di speranza, nelle fede di chi non ha null'altro che Lui per andare avanti.
Si potrebbe anche avere l'impressione che, in fin dei conti, ognuno ha il suo volto, quello che fa più comodo, o nel quale ci si ritrova meglio: Gesù però resta la cifra del volto del Padre, è Lui che ce lo ha raccontato (Gv 1,19). Guardando Gesù, ascoltando la sua Parola, ripercorrendo i suoi passi possiamo avere la certezza di scoprire il vero volto del Padre. E se avremo il coraggio, come Gesù, di percorrere le strade della condivisione profonda, della compassione, dell'amore capace di raggiungere gli abissi della nostra lontananza e disperazione, allora avremo sicuramente la possibilità di incontrare innanzitutto il nostro fratello e, proprio per questo, di aver scoperto Dio.
don Adolfo Macchioli
SERVIZIO EMERGENZA FAMIGLIE: DALL'AVVENTO 2009 AD OGGI
L'entità della raccolta realizzata nello scorso Avvento. Quanto e come è stato utilizzato il Fondo. I beneficiari. La positiva partecipazione delle varie componenti della società civile.
Per lo scorso Avvento, con le offerte pervenute da gennaio a fine febbraio 2010, abbiamo già raccolto 76.000 euro, così suddivisi: 5.000 da Mons. Vescovo, 20.000 dalle parrocchie 3.000 da enti e gruppi diocesani, 1.000 dalle confraternite, 1.000 euro da istituti religiosi, 21.000 da associazioni, 4.500 da aziende, 15.500 da privati e 5.000 da enti pubblici.
La somma totale raccolta dal novembre 2008 ad oggi è di 214.179,57 euro. Di questi sono stati erogati 135.200 euro in favore di 266 beneficiari. In particolare si tratta di 128 situazioni per interventi relativi all'abitare (utenze, canoni di locazioni, spese condominiali), 66 erogazioni per spese sanitarie, alimentari ed altro, oltre a 72 prestiti, microcrediti non onerosi, per 53.750 euro. Ad oggi il fondo residuo, comprensivo di 11.950 euro relativi a restituzioni di rate di microcrediti, ammonta a 90.928,52 euro.
I 266 beneficiari sono sia famiglie, sia singoli con figli o senza, sia italiani che stranieri, infatti la Caritas da sempre, ed in tutto il mondo, agisce senza distinzione (oggi non è più scontato ricordarlo) di razza, sesso, religione, di appartenenza politica, mettendo al centro la persona in quanto tale.
Il Fondo Emergenza Famiglie, che proseguirà per tutto il 2010, è l'intervento più importante realizzato sul nostro territorio in contrasto all'impoverimento delle famiglie colpite dalla crisi, non solo per la somma raccolta e per il numero di beneficiari che ne hanno usufruito, ma soprattutto per la partecipazione dei diversi investitori. La Chiesa locale nelle sue diverse forme e rappresentanze ha dato stimolo al mondo del Terzo Settore, ad altre associazioni e fondazioni, al mondo dell'impresa e soprattutto a numerosissime persone che singolarmente hanno partecipato solidalmente alle difficoltà in cui si trovano sempre più famiglie savonesi.
L'invito è quello di continuare a partecipare a questa importante iniziativa almeno fino a quando la situazione di congiuntura negativa renda minore la sua tensione sul nostro territorio.
Maurizio Raineri
IL NOSTRO VESCOVO IN ABRUZZO: L'INCONTRO CON LA GENTE
I rapporti umani vissuti: la gente, i sacerdoti, il vescovo ausiliare, gli operatori. La condivisione delle problematiche che caratterizzano il lavoro della Caritas.
In questi giorni siamo stati con il Vescovo a visitare alcune case di riposo; in una di esse egli ha celebrato la Messa. Abbiamo visitato i paesi delle nostre zone notando la distruzione che è ancora evidente nelle macerie e nelle case sventrate di Castelnuovo o nelle abitazioni e chiese puntellate di Picenze, Barisciano e Poggio Picenze. Abbiamo visto il centro storico de L'Aquila, il cuore della città, chiuso e deserto. Un centro che era il punto nevralgico della vita economica, sociale e religiosa e che solo con enormi difficoltà e in un futuro indefinito potrò rivivere e far rivivere a sua volta la città e la provincia intera. Il vescovo è parso molto colpito dallo stato in cui versano la città ed i paesi visitati. Abbiamo accompagnato il Vescovo da Mons. Giovanni D'Ercole, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi de L'Aquila, con il quale si è intrattenuto in un colloquio privato. Il Vescovo ha fatto la conoscenza di alcuni parroci della nostra zona con cui lavoriamo quotidianamente; ha celebrato un'altra Messa a Barisciano e si è intrattenuto con la comunità parrocchiale.
Abbiamo condiviso con lui e con don Adolfo le problematiche del nostro lavoro e del nostro impegno come Caritas in Abruzzo, ma anche la bellezza e la gioia che il nostro operare ci porta ogni giorno, in ogni incontro con le persone. La visita del Vescovo e di don Adolfo ha rivestito per noi un significato importante di vicinanza delle diocesi liguri e di attenzione per il nostro lavoro. Ci siamo sentiti veramente parte integrante della nostra Chiesa e l'entusiasmo con cui svolgiamo il nostro lavoro si è rafforzato.
Per le persone di questi paesi la visita del Vescovo è stata un'altra testimonianza dell'aiuto che la Chiesa tutta ha portato in questi mesi. E le parole che il Vescovo ha usato durante le omelie e i vari incontri sono state di sostegno e di coraggio per la popolazione, per i sacerdoti e per noi operatori Caritas. Tutti gli incontri con le famiglie si sono svolti in maniera molto semplice e si sono conclusi sempre con una preghiera recitata insieme: questo ha suscitato grande commozione in molte persone che hanno sperimentato la vera vicinanza dei fratelli alla loro situazione di difficoltà. L'ultima cena si è svolta in Casa Caritas in un clima di semplice convivialità; il Vescovo ci ha incoraggiati a proseguire nel nostro lavoro e ricordandoci con il suo esempio che la nostra presenza qui non è a testimonianza di una solidarietà solo umana ma di fratellanza in Gesù.
Davide Carnemolla
HAITI: LA RACCOLTA DIOCESANA E L'AGGIORNAMENTO DEGLI AIUTI CARITAS
La solidarietà diocesana. La situazione attuale dopo i primi interventi. Come la Caritas sta operando sul territorio. Caritas Internationalis e il debito estero di Haiti.
Migliaia sono i dispersi; molti di più i feriti, e un numero imprecisato di persone ancora sotto le macerie. I numeri, non ancora definitivi, parlano di circa 300.000 vittime, almeno 300.000 feriti gravi e 1 milione di sfollati. L'elevato numero di cadaveri sta mettendo il Paese a rischio epidemie. Critica anche la situazione della sicurezza interna. Gli ospedali risultano gravemente danneggiati; l'aeroporto risulta agibile ma limitato nel numero di voli per via della carenza di carburante e congestionato per l'invio di aiuti. La circolazione interna è estremamente difficoltosa. Gli sforzi internazionali si sono finora concentrati nella rimozione delle macerie e nella ricerca tra queste di eventuali superstiti. Caritas Italiana da anni sostiene la Chiesa locale ? in particolare per le emergenze, per interventi di promozione della donna e di economia solidale, sostegno ai minori, all'agricoltura e al microcredito.
Recentemente è stato finanziato un progetto per il rafforzamento delle capacità economiche delle donne di Thommasique, nella diocesi di Hinche, nell'ambito del piano strategico quinquennale che termina nel 2011. Grazie alla grande solidarietà manifestata come di consueto da moltissimi sostenitori e all'attivazione delle parrocchie e delle diocesi italiane, anche in questa occasione la Caritas è accanto sin dai primi momenti alla Chiesa e alla popolazione locale. "Grazie a Caritas Italiana ? ha infatti sottolineato il presidente di Caritas Haiti ? sia per la vicinanza nella preghiera che ha subito espresso, sia per l'impegno concreto accanto alla nostra Caritas e all'intera rete internazionale".
Ad un mese e mezzo dal terribile terremoto che ha devastato Haiti, la situazione nelle zone colpite presenta ancora notevoli difficoltà dal punto di vista del coordinamento generale degli aiuti nonostante l'impegno di tutti i soggetti coinvolti. I bisogni più urgenti sono al momento: materiale per ripari di emergenza (tende, teli di plastica) in vista della stagione delle piogge, la pulizia dei campi di sfollati, l'assistenza sanitaria e la protezione dei minori orfani. Sono infatti circa 320.000 i bambini presso centri di accoglienza (orfanotrofi) che necessitano di protezione e assistenza e per questo si sta mettendo in atto una collaborazione reciproca tra il team Caritas e altre realtà che operano nella zona per cercare di far fronte alle crescenti necessità degli orfani e dei bambini in situazione di vulnerabilità presenti in Port-au-Prince e nelle zone limitrofe, senza sradicarli dai contesti di appartenenza. Il continuo esodo della popolazione (circa 500.000 persone) da Port-au-Prince verso altre parti del paese, allarga l'area di intervento mettendo a dura prova la capacità operativa della rete delle Caritas diocesane di Haiti. In queste zone, l'aumento della popolazione sta facendo lievitare i prezzi dei beni alimentari di prima necessità e aumenta la richiesta di centri di assistenza medica mobile per far fronte a questi spostamenti della popolazione.
Caritas Internationalis ha espresso la propria delusione di fronte alla mancanza di volontà politica da parte del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per accordare la totale cancellazione del debito di Haiti durante la riunione del Fondo celebrata circa 10 giorni fa. Ha espresso soddisfazione per la recente decisione del Fmi di concedere ad Haiti aiuti per circa 102 milioni di dollari a condizioni molto favorevoli per affrontare le ingenti necessità del Paese dopo il terremoto del 12 gennaio. Anche se il direttore di gestione del Fondo, Dominique Strauss-Kahn, ha offerto il proprio sostegno alle iniziative volte a chiedere la cancellazione del debito haitiano e ha segnalato che "il Fondo sta lavorando con tutti i donatori per cercare di cancellare tutti i debiti di Haiti, incluso questo nuovo prestito", la Caritas ricorda che "la cancellazione del debito potrebbe essere concessa nello spazio di cinque anni, quando Haiti dovrà iniziare a pagare le quote di restituzione del debito". E "nello spazio di cinque anni il mondo starà affrontando nuove emergenze e l'attenzione pubblica non sarà più concentrata su Haiti", avverte. Caritas Internationalis richiama quindi l'attenzione sulle "forti immagini che ci arrivano da Port-au-Prince, che dimostrano come dovranno passare molti anni prima che Haiti si trovi nelle condizioni di restituire un prestito internazionale". Per l'organizzazione, "questo è il momento di cancellare il debito". Per questa ragione, esorta il Fmi a garantire l'eliminazione del debito immediatamente, mentre Haiti lotta per la sua ricostruzione, "un compito che richiederà decenni e migliaia di milioni di dollari". La richiesta si estende anche alla Banca Mondiale, con cui Haiti ha contratto un debito di 39 milioni di dollari, e alla Banca Interamericana per lo Sviluppo, con la quale il debito è di 447 milioni di dollari. Anche se entrambe le entità hanno dato il proprio assenso alla cancellazione del debito, non è stato ancora stipulato ufficialmente un accordo in questo senso.
Mirko Novati
MONDIALITÀ: PROGETTO CARITAS FINANZIATO DALLA REGIONE LIGURIA
La formazione di formatori. Il coinvolgimento delle scuole. Una corsa per aiutare ragazzi vittime di violenza e di povertà.
Nel dettaglio il progetto prevede queste azioni:
* 1 corso di formazione per formatori, da marzo a maggio, a carattere regionale per un totale di 50 ore,
* 1 evento pubblico regionale, il 9 ottobre a Genova, a chiusura del Decennio ONU per l'educazione alla pace e alla non violenza per tutti i bambini del mondo,
* 1 azione di sensibilizzazione nelle scuole con il coinvolgimento di 100 classi della scuola secondaria inferiore distribuite su tutte le 4 province della Liguria,
* 1 manifestazione pubblica "La pace di corsa" in ottobre con il coinvolgimento di 2.000 bambini e ragazzi delle scuole liguri.
È proprio su quest'ultima azione che vorrei fermare la vostra attenzione. Per ogni ragazzo, correre è sempre un modo bellissimo per giocare, divertirsi, dare sfogo alla propria vivacità. Con questa iniziativa, correre diventerà anche un modo per migliorare concretamente la vita quotidiana di tanti minori che vivono situazioni difficili. Insomma "più corri e più soccorri". Si tratta di una corsa non competitiva, per partecipare alla quale, ogni ragazzo dovrà cercare uno o più sponsor (genitore, parente, amico ecc…) disposto ad offrire un contributo in denaro per ogni giro di corsa realizzato, contributo che verrà destinato ad un progetto di sostegno a bambini vittime di violenza, di situazioni di povertà e di ingiustizia. Il progetto verrà logicamente presentato alle classi coinvolte prima della corsa. Tornando alla formazione dei formatori, stiamo contattando coloro che potrebbero essere interessati al corso di 50 ore. Se vuoi partecipare o avere informazioni più precise scrivi a mirko@caritas.savona.it .
Mirko Novati
2010 ZERO POVERTY: COPIE GRATUITE DEL DOCUMENTO DI CARITAS EUROPA
Un primo testo per conoscere la povertà nel contesto europeo. La possibilità di poterlo leggere. Un contributo della rete Caritas.
Che scegliate di accedere alla terra della povertà tramite uno sguardo analitico oppure attraverso storie di vita vissuta, sarete guidati dalle vostre percezioni ed esperienze personali. Siate in ogni caso aperti e pronti a rivedere il vostro punto di vista e a mettere alla prova l'approccio scelto da chi incontra i poveri quotidianamente o studia il fenomeno della povertà nella rete Caritas.
In Europa, la Caritas vuole contribuire a un nuovo modo di guardare alla povertà. Essa, infatti, è ben più della carenza di benessere: colpisce la persona nel corpo, nell'anima e nell'esistenza, colpisce la comunità in cui quella persona vive.
Come comunità di esseri umani, non possiamo permetterci di perdere qualcuno. Dobbiamo rimediare alle condizioni di disuguaglianza che ci derivano dal passato ed evitare nuove ingiustizie per le generazioni attuali e future. Le soluzioni esistono e sono già nelle nostre mani. Cambiare è possibile. Lavorando con i poveri e facendosi loro portavoce di fronte alle autorità pubbliche, la Caritas in Europa persegue condizioni di vita sostenibili per tutti proponendo azioni concrete.
Questo documento è il primo di una serie che svilupperà tematiche e questioni specifiche inerenti l'ampio spettro della povertà e che vuole essere una "biblioteca" di riferimento per assistenti sociali, politici, decisori e ricercatori. Ogni documento è stato elaborato da un gruppo di esperti e ha ricevuto l'approvazione della Commissione politiche sociali di Caritas Europa.
La Caritas Diocesana
INCONTRO SETTIMANALE DI PREGHIERA
Gli operatori e i volontari della Caritas e della Fondazione si ritrovano per l'Eucaristia o per le lodi mattutine nella cappella di San Massimiliano, presso la sede diocesana di via Mistrangelo 1, il lunedì mattina alle 8.30. Tutti possono partecipare.