RAPPORTO 2017
sulla povertà

CARITAS ITALIANA

RAPPORTO 

IMMIGRAZIONE

Scarica la Newsletter in pdf

alt

alt

alt

video terremoto marche 2016

alt

QUANDO I RAGAZZI INSEGNANO A LEGGERE LA REALTÀ
Il testo di una verifica di religione. Un’aderenza alla realtà da riscoprire.
 

alt

      Una riflessione scritta da Maria Molinari 2A Scuole Medie Celle Ligure come verifica di religione. Con il permesso dell’autrice e dei suoi genitori. Uno sguardo giovane e sorprendentemente lucido sul fenomeno delle migrazioni e degli stranieri in mezzo a noi. “Il fenomeno dell’immigrazione è antichissimo: a scuola abbiamo studiato le migrazioni bibliche, le invasioni barbariche ed altri numerosi spostamenti di popoli. Il secolo scorso un considerevole flusso di persone ha lasciato l’Italia per raggiungere Stati che offrivano più prospettive. Ma in questi ultimi anni è stata invasa a sua volta da immigrati, soprattutto provenienti da Africa, Asia e America Latina.

     Non dimentichiamo però che molti extracomunitari che oggi riteniamo “ospiti scomodi” provengono da Paesi che per secoli sono stati sfruttati per le loro ricchezze da popoli europei, che li hanno colonizzati e che proprio questo sfruttamento di risorse ha impedito una crescita economica.

     Emigrare non è certo un gioco; non penso che qualcuno lasci la propria casa per capriccio o voglia di avventura. È gente spinta dalla fame, miseria, condizioni disagiate, guerra o altre piaghe che noi, per fortuna, non abbiamo conosciuto. Il prezzo che sono pronti a pagare è altissimo: affrontano viaggi da incubo su mezzi di fortuna, spesso guidati da scafisti senza scrupoli, ammassati come bestie e non tutti sopravvivono. Se sono pronti a rischiare tanto, sicuramente è perché sono convinti che niente possa essere peggio di ciò che lasciano alle spalle. Purtroppo, però, una volta raggiunte le nostre coste, il loro sogno di trovare lavoro e integrazione svanisce rapidamente.

     Dopo una prima accoglienza in strutture spesso inadeguate, l’inserimento della società non è certo semplice. La crisi economica ha colpito tutta l’Europa, Italia compresa, ma non credo a chi dice che gli extracomunitari costituiscono una concorrenza per l’occupazione. Personalmente non conosco uno solo di loro che svolge un lavoro invidiabile. I più tanti vengono impiegati nelle cucine dei ristoranti (ma non certo in qualità di Chef), nell’assistenza agli anziani o ai disabili, qualcuno è sfruttato nell’agricoltura o nei cantieri edili, altri ancora sono costretti a vendere rose o accendini per strada, prendendosi insulti dai passanti. E purtroppo non mancano quelli che cadono nell’illegalità, perché il passo dalla miseria al crimine è breve. Ma non diamo troppo peso alle chiacchiere e guardiamoci attorno: offriamo loro lavori in cui c’è da sporcarsi le mani!

     Oltre a problemi pratici come il lavoro, il vitto e il soggiorno, ci sono anche altri problemi che impediscono l’integrazione. Parlo di intolleranza, razzismo, pregiudizio e, in sintesi, di ignoranza. Per rimediare ciò la società andrebbe educata alla base: genitori e scuola dovrebbero insegnare ad accettare e, se possibile, apprezzare le diversità, perché sono proprio le differenze che riguardano i colori, le sfumature, i suoni delle lingue e molto altro, che possono piacere o no, ma che rendono innegabilmente il mondo più vivace e interessante”.