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CONCLUSIONE DEL PROGETTO CON IL LICEO ARTISTICO
La vita dei nostri studenti e la vita di giovani africani profughi.
 

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“Storie di vita incisiva” è il nome del progetto che la Caritas diocesana di Savona ha terminato presso il Liceo Artistico “Chiabrera-Martini” di Savona. Il progetto composto da 60 ore di laboratorio, è stato rivolto ad una decina di alunni delle classi terze dell’Istituto Secondario Superiore e ad alcuni richiedenti asilo accolti presso il Centro di Accoglienza Straordinaria (C.A.S.) gestito dalla Fondazione diocesana ComunitàServizi, ente gestore della Caritas. Per uscire dagli stereotipi sulle migrazioni che la cultura dominante ci somministra in grandi dosi. Un evento finale alla Darsena del Porto è stata l’occasione per presentare l’opera realizzata dai ragazzi durante i mesi scorsi. A breve sarà disponibile il video che racconta l’esperienza vissuta insieme.

     La partecipazione all’evento creato appositamente per la presentazione degli elaborati alla città è stata per la Caritas un ottimo strumento di valutazione. Tale evento è stato inserito a calendario durante il mese di sensibilizzazione sulla tematica dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Studenti e richiedenti asilo sono saliti sul palco per raccontare e raccontarsi di fronte al pubblico, mostrando le loro opere.

     L’opera finale è stata realizzata mediante la tecnica calcografica che prevede, una volta in possesso delle immagini, che queste vengano ricalcate su delle lastre in plexiglass mediante un raschietto, per poi essere ricoperte di colori ad olio facendo penetrare il colore nelle fessure, ripulite attentamente, ed infine passate al torchio, dove l’immagine viene impressa su fogli acquerello imbevuti d’acqua. Le stampe delle diverse immagini che compongono la storia sono state ad ultimo rilegate con degli anelli per comporre “Il libro-racconto” che verrà poi reso fruibile dal pubblico in una delle strutture di Caritas.

     L’evento si è aperto con l’incontro sul palco dell’ex Comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, Giuseppe Cannarile, ed alcuni dei ragazzi ospiti dei centri d’accoglienza. Attraverso le voci dei due diversi attori è stato possibile spiegare al pubblico le dinamiche della richiesta di soccorso, l’organizzazione dell’azione di intervento ed il salvataggio. In questa occasione inoltre, i richiedenti asilo hanno avuto modo di esternare la loro gratitudine nei confronti di chi in mare salvò loro la vita. Successivamente gli studenti del liceo artistico e i richiedenti asilo si sono alternati nella spiegazione del progetto illustrando le opere esposte sul palco. La serata si è conclusa con performance di danza, musica e canto, insieme ad ospiti che avevano seguito i ragazzi nei laboratori.

     L’impatto del progetto su coloro che hanno partecipato è stato molto significativo: messa in discussione del pregiudizio intrinseco legato al tema, contatto tra due realtà giovanili quotidianamente estranee e diffidenti (studenti savonesi e profughi africani), apertura al dialogo e al confronto con l’altro, sensibilizzazione alla realtà e alle problematiche vissute dello straniero, messa a conoscenza delle opportunità e delle difficoltà dell’integrazione.