Resp. Volontariato

Mirko Novati

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Parlare di volontariato in Caritas significa parlare di relazione, di rapporto, dello stare con gli altri e con Dio. La relazione con la persona in disagio è l'architrave e il punto critico del nostro lavoro con gli ultimi. L'aiuto concreto sarà fruttuoso nella misura in cui sarà ricca la relazione che si instaura con la persona. Insieme ogni giorno si cerca di coltivare un'attenzione che permetta di capirne i problemi, di coglierne i bisogni, soprattutto di scorgere in ognuno le potenzialità che spesso restano latenti.

Essere volontario significa essere ospitale. L'assistenza è una bella cosa, ma non basta. Le manca quel tocco di umanità, di gratuità, di personalizzazione che la fa essere un valore insostituibile. Un valore che nasce da un motivo più profondo e mira ad una meta più alta.

Essere volontario significa frequentare una scuola di vita dove si imparano tante cose. "Sorridi quando porti da mangiare al povero, perché egli ti perdoni il privilegio che hai di aiutarlo". E' una frase di San Vincenzo de' Paoli, missionario francese. Ci dice che donando, dobbiamo sempre ricordare che siamo noi ad essere aiutati nel ripensare la gestione della nostra vita, del nostro benessere, delle nostre relazioni.

All'interno della valenza pedagogica propria della Caritas, fondamentale è l'impegno a creare nella società civile le condizioni che favoriscano la nascita e lo sviluppo del volontariato, attraverso la proposta continuativa ed insistente di alcuni valori - la solidarietà, la condivisione, il servizio pastorale, la gratuità - con indicazioni per la loro attualizzazione in scelte di vita concrete. E' infatti convinzione nostra, sostenuta dall'esperienza di anni di lavoro, che il volontariato vero non nasce per generazione spontanea, ma è il risultato di una lenta azione educativa.