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UN RICORDO DI DON PIETRO

Due testimonianze di amici
 

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Siamo contenti di pubblicare un ricordo di don Pietro che recentemente ha lasciato la sua vita terrena per essere pienamente con il Signore. Siamo grati per la sua testimonianza e vogliamo ricordare con due contributi da parte di cari amici che hanno percorso un tratto di strada assieme a lui. Il primo contributo è di Anna, Bruna, Maria e Giovanna, volontarie del Centro di Ascolto della parrocchia della Santissima Trinità e il secondo di Marco professore ed educatore dell'AGESCI.

 

     "Quando nel 2005 don Pietro è arrivato alla Chiavella era al suo primo incarico come parroco e ha trovato una comunità abituata a modalità miti e sobrie. L’impatto non è stato né facile né scontato. 

 

     Piano piano si è creata la volontà da parte di don Pietro e dei parrocchiani di cercare di capirsi, senza giudicarsi. Ciò ha portato, come in tutte le storie fatte di persone di buona volontà, ad una conoscenza reciproca che ha permesso a don Pietro di maturare e crescere come uomo e come pastore. Ciò è stato agevolato anche dalla capacità di accoglienza della comunità formata per la maggio parte da immigrati dal sud d’Italia che don Pietro con la sua ironia intelligente e amorevole riusciva a chiamare “terroni” senza offenderli.

 

 

     Per descrivere ciò che don Pietro ha fatto in questi anni si può dire questo: conosceva tutti i nomi, cognomi e indirizzi dei parrocchiani che incontrava. Questo non era un esercizio di memoria ma il suo modo per custodire le storie e le vite delle persone che il suo servizio in questo quartiere gli metteva accanto. In particolare la sua attenzione era rivolta alle persone ammalate e sofferenti, alle quali si dedicava in modo particolare ascoltandole e condividendo con loro gioie e dolori. Andava incontro alle persone non solo per rispondere ai bisogni spirituali ma anche materiali. Ha istituito, infatti, un Centro di ascolto Caritas presso i locali della Parrocchia con la distribuzione pacchi viveri ed un servizio docce. Ringraziamo Don Pietro per l’esempio che ci ha lasciato nell’affrontare la sua malattia con serenità e coraggio. Ciao don Pietro"

     Morena Bruna, Maria Caviglia, Anna Ghione e Giovanna Mantellassi

 

 

     "Sfrutto l’occasione di scrivere qualche riga riguardo a Don Pietro non tanto per parlare di un ricordo, di un qualcosa legato al passato ma di qualcosa che tuttora vive e risplende nel mio cuore. Ho conosciuto Don Pietro grazie allo scoutismo circa una dozzina di anni fa, quando avevo una ventina d’anni. Oltre allo scoutismo, come molti ventenni di quest’epoca avevo moltissimi altri impegni e moltissime relazioni; fu proprio Don Pietro che per primo iniziò a pungolarmi riguardo al pericolo della frammentarietà, al rischio di non vivere le occasioni della vita in maniera piena e profonda. Ovviamente all’epoca rimasi spiazzato da alcuni nostri dialoghi, a volte quasi infastidito, ma oggi posso dire con certezza che Pietro gettò nel mio cuore un seme prezioso; iniziai da allora a percepire l’importanza di scegliere nella vita mettendo al centro di tutto le relazioni con le altre persone.

 

     Un altro seme che ha portato frutto nel mio cuore e nella mia vita mi lega molto a Don Pietro è quello della consapevolezza che Dio ha per ognuno di noi un disegno di felicità, che Dio è Padre buono e non ci vuole persone tristi e irrealizzate. Attraverso il confronto e il sostegno di Pietro, il cammino verso me stesso, verso quel disegno felice è stato più chiaro e le scelte grandi della vita più illuminate. Pietro vive oggi nel mio cuore attraverso questi frutti e grazie alla relazione d’amore che vivo con mia moglie di cui lui ha avuto sempre cura e di cui ha celebrato il matrimonio.

     

     Pietro vive oggi nel mio cuore perché anche attraverso la sua malattia ha saputo rinsaldare legami d’amicizia profondi che sono ancora più cresciuti in questi ultimi mesi. Pietro vive oggi nel mio cuore perché ogniqualvolta incontro una persona nella nostra città che lo conosce in lei scatta un sorriso appena pronunciamo il suo nome. Pietro ha seminato nella nostra comunità dei semi di vita piena, credo che sia dovere di tutti noi curarli in modo che continuino portare frutto."

      Marco Crea