RAPPORTO 2017
sulla povertà

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TRE ANNI E MEZZO DI CASA FAMIGLIA ROBERTA PESCETTO
L’esperienza di Elisabetta e Diego. Un grazie a loro per la condivisione.
 

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Sono ormai circa tre anni e mezzo che la nostra famiglia ha iniziato questa avventura nella casa che abbiamo dedicato alla nostra carissima Roberta Pescetto, amica e donna di grande fede che ha dedicato la vita alla famiglia e a gli altri, soprattutto bambini. Vogliamo ripercorrere in questo breve spazio il cammino fatto ed i bambini incontrati, partendo dal presupposto che è per noi fondamentale condividere con gli altri e con la nostra Diocesi di Savona questo servizio che non vuole essere solo Caritas, tantomeno solo nostro.

 

     Dal Settembre del 2014 abbiamo incontrato minori con storie di abbandono, poca cura e maltrattamenti; sono passati dalla casa famiglia minori di tutte le età, dai due anni ai diciotto, accolti per poche settimane o per più tempo. Abbiamo conosciuto Federico, Davide ora diciannovenne, Cristian, le sorelle Aline e Adil, Rebecca, Davide, Carlos di 4 anni e per ultima Stella, bimba di due anni e mezzo.

     Tutti questi volti ci hanno donato nella quotidianità un pezzo della loro vita ed hanno portato via con loro un pezzo del nostro cuore che speriamo possa essere loro d’aiuto nel cammino della vita. Questo è quello che viviamo interiormente occupandoci di loro e lasciandoci coinvolgere senza riserve.

     Insieme ai nostri quattro figli proviamo a dare ai bambini un ambiente che possa essere il più possibile allineato ad una vita famigliare ”normale” offrendo loro relazioni riparatorie ai traumi subiti.

     L’esperienza che stiamo vivendo è quindi fatta soprattutto di relazioni e le relazioni lasciano sempre un segno, ti aiutano a cambiare, a metterti in discussione, veramente non potevamo chiedere di meglio, perché come sempre quando pensi di dare, ti accorgi di ricevere molto di più e, anche se a volte la fatica si fa sentire, il pensiero di donare qualcosa agli altri ci sostiene e ci fa andare avanti con gioia. Per il futuro il desiderio più grande che abbiamo è che questa realtà che con i nostri limiti stiamo cercando di condurre sia sempre più una realtà di tutti, e che magari un domani, qualche altra famiglia possa continuare questo prezioso progetto.